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giovedì 18 ottobre 2012

CHERNOBYL

l'attuale sarcofago di chernobyl

 

 

 

 

 

 

 

 


26 APRILE 1986
Nella Control room del reattore n.4, dove avvenne la terribile esplosione del 1986.
La foto è del 2012: l’area è rimasta come allora.
Nella centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, nell’ex Unione Sovietica, l’esplosione del reattore n. 4 provoca l’innalzamento di una nube radioattiva che, nei giorni seguenti, contaminerà parte dell’Urss e dell’Europa orientale. Ancora oggi queste zone sono gravate da ingenti costi di decontaminazione, e da un’alta incidenza di tumori e malformazioni fetali tra la popolazione.

CATASTROFI NATURALI


NELLA FOTO L'ALLUVIONE DEL VENETO, DUE SETTIMANE DOPO).
Catastrofi naturali: i luoghi a rischio
Ecco la mappa dei punti più pericolosi della Terra per quanto riguarda i problemi derivanti da fenomeni naturali
20% della superficie del globo è esposta ad almeno un rischio di grande catastrofe naturale.
3,4 miliardi di persone sono esposte ad almeno un rischio di grande catastrofe naturale.
600 grandi catastrofi naturali colpiscono la Terra ogni anno.   
Fonte Banca mondiale – Cred
Più di un essere umano su due abita in una zona in cui le probabilità di una o più catastrofi naturali importanti sono elevate. Questo è il verdetto di uno studio internazionale avviato nel marzo scorso, sotto l’egida della Banca mondiale, che mirava a censire le “aree a rischio” più minacciate da sei tipi di catastrofi naturali: eruzioni vulcaniche, terremoti, cicloni, inondazioni, siccità e frane. Stabilita partendo dal censimento dei disastri del passato, la mappa permetterà di identificare le priorità per il finanziamento delle operazioni di prevenzione. Da questa analisi emerge che Taiwan, esposto a cinque tipi di catastrofi, è il Paese in cui è più “pericoloso” vivere. Quanto alla Cina, che ha un’alta concentrazione di popolazione nelle zone esposte a inondazioni e ai terremoti, ospita il più grande numero di abitanti minacciati: 202 miliono di cinesi, ossia il 15,7 per cento della popolazione del Paese, sono infatti esposti ad almeno due tipi di catastrofi.
I disastri peggiori
Catastrofe
Numero di morti
Data
Paese
Inondazione
3.700.000
1931
Cina
Siccità
3.000.000
1928
Cina
Tifone
300.000
1970
Bangladesh
Sisma, tsunami
281.000
2004
Oceano indiano 
Vulcanesimo
30.000
1902
Martinica
Frana
12.000
1949
Urss

Fragili gli argini a New Orleans
Errori nella costruzione degli argini a New Orleans sono stati la causa dell’inondazione della città durante l’uragano Katrina, avvenuta nel settembre 2005.
È ciò che è emerso da uno studio realizzato dall’Università della California di Berkley. Nella costruzione degli argini gli ingegneri non avrebbero tenuto in considerazione il suolo poroso della Louisiana e il fatto che l’acqua sarebbe potuta filtrare dal lago verso il lago asciutto della costruzione indebolendone le fondamenta.

venerdì 31 agosto 2012

HIROSHIMA

Ore 8.15 del 6 agosto 1945. Bel tempo cielo senza nubi.
Tre aerei americani del tipo B-29, provenienti dal nord-est alla quota approssimativa di 9.500 metri, apparvero improvvisamente nel cielo di Hiroshima. Uno di essi scese in picchiata, sganciò una bomba atomica e, con repentina conversione a destra, s’allontanò a tutta velocità in direzione nord-ovest. La bomba precipitò lasciandosi dietro una coda di colore rossastro; un minuto e mezzo dopo, a un’altezza di circa 570 metri, esplose con una terrificante detonazione in una sfera di fuoco dal diametro di 60 metri e della temperatura di 300 mila gradi di calore.Lo scoppio proiettò verso il suolo velocissime fiamme rosse, blu e marroni, radioattivando il 40 per cento dell’area cittadina. Simultaneamente, una colonna di fumo bianco a forma di fungo salì a 3000 metro d’altezza in 48 secondi, e in 8 minuti e mezzo raggiunse i 9.000 metri ai confini della stratosfera. Un quarto d’ora più tardi una pioggia densa e vischiosa, che dopo due ore si trasformava in pioviscolo, precipitò in terra le particelle radioattive di cui la nuvola era carica. La pressione dell’aria appiattì al suolo tutti gli edifici entro un raggio di 5 chilometri e mezzo. Venti minuti dopo l‘esplosione, una serie di incendi ridussero in cenere una gran parte di edifici, divampando in vari punti della città.
In questa catastrofe senza precedenti più di 240 mila persone perdettero la vita e più di 100 mila riportarono ferite di varia gravità.